28 Ott 2026 Pluviometri non tarati
A distanza di tre anni, si ritorna sul tema dell’imperfetta conoscenza che contraddistingue l’attività della valutazione immobiliare, tema quasi sempre ignorato dalle varie procedure di stima, soprattutto da quelle che hanno sempre più cercato di cristallizzare la disciplina in una fallace successione di mere formule aritmetiche.
Nel 2023, infatti, la “Libreria di PR.E.G.I.A.” ha avuto la fortuna di poter tradurre un prezioso articolo del Prof. Roca Cladera che, sebbene scritto nel 1996, è rimasto tuttora sconosciuto a tanti nostri “Soloni” delle valutazioni immobiliari. Sull’onda di questa “scoperta”, elementare quanto illuminante, la nostra associazione puntualizzò il tema con un articolo subito conseguente e, in effetti, a tutt’oggi questi due scritti risultano ancora i più recenti all’interno della “Libreria”, dove non ci siamo più sentiti di aggiungere altro.
Queste righe si limitano a ribadire tali concetti basilari, in modo piuttosto provocatorio e auspichiamo gradevole. Perché “concetti basilari”? Perché nutrono valenza epistemologica e quindi si pongono alla radice stessa di un’ipotetica ricerca scientifica (o quanto meno di un approccio non antiscientifico) che qualunque valutatore immobiliare dovrebbe avere ben chiaro allorché intende inquadrare l’essenza del suo agire e, sulla scorta di questa, assumere procedure compatibili coi limiti conoscitivi che qualunque disciplina economica (in quanto umana) incontra, ma che il settore immobiliare, a causa della rarità e della irripetibilità delle transazioni, non potendo contare su fenomeni massivi, palesa in misura ben più grave rispetto a tutti gli altri comparti.
